Nuovo obbligo del 1° luglio 2026 e tachigrafo, ecco come cominciare a prepararsi
Ecco che adesso, puntuale, sono arrivati anche dei chiarimenti ufficiali su alcuni legittimi dubbi da parte degli addetti al settore, che devono provvedere in tempo utile non solo a installare gli apparecchi (e i veicoli obbligatoriamente devono avere l'antenna GPS), ma anche a istruire gli autisti a procedere in modo corretto.
I chiarimenti sono contenuti nella circolare prot. 9674 del 16 aprile 2026.
La platea dei conducenti interessati all'obbligo del tachigrafo si allarga, e non di poco, visto che i furgoni leggeri per il trasporto merci sono sempre più utilizzati, anche in ambito internazionale.
Chi guida questo tipo di veicoli non ha necessità di una patente superiore, la patente B da sola è sufficiente, e non è obbligatoria nemmeno la CQC, nonostante magari si stia guidando per professione e si sia assunti proprio come “autisti”. Tanti concetti che vengono spiegati nei corsi per il conseguimento delle patenti superiori e della carta del conducente, questi futuri conducenti non le sanno, perché non vengono insegnati nei corsi standard per la patente di un'autovettura.
Ecco che allora, ritrovarsi da un giorno all'altro, con le mani sul tachigrafo, vale a dire su un apparecchio obbligatorio per legge, che registra tutto, anche eventuali infrazioni come il mancato rispetto della normativa sociale o l'eccesso di velocità, può destare una legittima apprensione.
Diventa per questo utile, se non addirittura fondamentale, spiegare ai “nuovi” che cosa si intende per normativa sociale, di cosa parla il Reg. 561/2006, quali sono i tempi di guida e di riposo obbligatori per legge, cosa bisogna inserire a mano nei tachigrafi digitali.
Anche perché l'obbligo di cui si sta parlando ha il fine ultimo di aumentare la sicurezza sulle strade, proteggendo il riposo dell'autista limitandone le ore di guida, e di eliminare la concorrenza sleale, che si materializza con lo sfruttamento di autisti non soggetti a nessun tipo di controllo. Ecco le prime indicazioni operative diffuse dal Ministero
Trasporti soggetti all'obbligo del tachigrafo
Sono i:
- trasporti in conto terzi in ambito internazionale o di cabotaggio
Trasporti esclusi dall'obbligo
Sono i:
- trasporti in conto terzi o in conto proprio in ambito nazionale
- trasporti in ambito internazionale, in conto proprio, quando la guida non costituisce l’attività principale del conducente
Obbligo di registrazione delle attività
Anche se il veicolo su cui è presente il tachigrafo GEN2v2 registra in automatico i Paesi dove transita, così come i passaggi di frontiera, gli autisti devono essere pronti a esibire, agli agenti di controllo, la documentazione delle attività dei 56 giorni precedenti. Chiaramente, se prima non hanno mai usato il tachigrafo, questo non verrà richiesto da subito, ma sicuramente tra un paio di mesi sì, devono essere pronti anche loro a tenere traccia di tutto, e anche questo richiede delle spiegazioni piuttosto dettagliate.
Regime misto nazionale/internazionale
Come già detto all'inizio, i trasporti in ambito nazionale rimangono esclusi da questo obbligo. Ma cosa deve fare l'autista che guida un po' in Italia e un po' all'estero, sullo stesso veicolo? Nei casi in cui guida in Italia e ha l'esenzione, potrà attivare nell'apparecchio la “guida in out”, non dimenticandosi prima di inserire la scheda conducente.
Formazione dei conducenti
La circolare prot. 9674 ricorda anche gli obblighi, in capo all'impresa, di organizzazione, formazione, istruzione e controllo su detti conducenti. La condotta dell'impresa in merito a questi aspetti è sempre valutata, in caso di infrazioni e maggior ragione in caso di incidenti stradali, sia dal Prefetto che dal Giudice di Pace che dal Giudice penale (Cfr. circolare Ministero Interno 24/03/2017).
Per questo motivo, è opportuno organizzare, in tempo utile, i corsi di formazione sul buon funzionamento dei tachigrafi anche per questa nuova tipologia di autisti.
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